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Oggi sentenza Yara, "come mia figlia": le dichiarazioni di Bossetti

Oggi sentenza Yara,

"Neppure un animale avrebbe usato tanta crudeltà".

Continuando, poi, a proferir parola verso i genitori della vittima, ha affermato: "Lottate al mio fianco, con coraggio, alla ricerca della verità", mostrando piacere nel notare il loro atteggiamento di interesse che, a sua detta, avrebbe voluto vedere anche a Bergamo (in occasione del processo di primo grado). "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha detto, leggendo alcuni fogli estratti da una cartella rossa.

La procura generale chiede la conferma dell'ergastolo per il delitto e la condanna (non inflitta in primo grado sebbene invocata dal pm Letizia Ruggeri) a sei mesi di isolamento per la calunnia nei confronti del collega sul quale, secondo l'accusa, cercò di fare ricadere i suoi sospetti.

Attesa la sentenza per l'omicidio di Yara Gambirasio a carico di Massimo Bossetti. "Non sono l'assassino". Massimo Bossetti, nelle sue dichiarazioni spontanee questa mattina davanti alla Corte d'assise d'appello del Tribunale di Brescia, ha ribadito, cosi', la sua innocenza.

E ancora: "Il vero, i veri assassini sono liberi, stanno ridendo di me e della giustizia", "sono innocente, questo è il più grave errore giudiziario di questo secolo". "Perché avete agito così umiliandomi davanti ai miei figli, al mondo intero, perché?".

E' prevista oggi la sentenza d'appello sull'omicidio di Yara Gambirasio.

La prova scientifica "assolutamente affidabile" per l'accusa va letta insieme agli altri indizi di un'indagine. "Noi siamo disponibili - ha detto Paolo Camporini - a metterci la faccia, Bossetti metterà il suo sangue, ma dateci questi accertamenti in contraddittorio per comparare il Dna di Bossetti con il profilo genetico rimasto sul cadavere".

La 13enne è stata trovata senza vita in un campo incolto a Chignolo d'Isola, una zona che il muratore di Mapello conosceva per lavoro.

Un delitto compiuto da "un perverso sessuale sadico, l'opposto esatto di Bossetti", secondo i suoi legali: le ricerche pornografiche sul computer risalgono a tre anni dopo la morte di Yara e non indicano nessuna perversione dell'imputato.



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